Pubblicato in: gio, nov 19th, 2015

Viaggio nella Storia/Presidenti Giallorossi

Il Lecce ha avuto dal 1927 ad oggi ben 43 Presidenti e tra questi una donna, la commercialista Isabella Liguori di Gallipoli. Quasi tutti leccesi ad esclusione di Savino Tesoro per tre anni alla guida della società. 

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L’AUSPICIO: ENRICO TUNDO, PATRON DI SUCCESSO COME JURLANO E SEMERARO

Come da copione: 1-0 e quarta vittoria dell’era Braglia. Stavolta contro il Cosenza. Ma, anche questa volta, “contorna­ta” da grande sofferenza, così com’ era successo in occa­sione delle altre tre vittorie ottenute con Braglia in panchi­na: Ischia, a Melfi, Monopoli e Cosenza. Quattro gol, dodici punti: un bottino sostanzioso per un Lecce che, grazie alla strepitosa rete di Surraco (un bolide scagliato da circa 30 metri), domenica scorsa, oltre a mettere ko il Cosenza per la seconda volta in pochi giorni (mercoledì 11 scorso il Lec­ce-2 aveva vinto in Calabria, superando il secondo turno di Coppa Italia) ha potuto occupare il terzo gradino della graduatoria sia pure in com­pagnia di Foggia e Benevento. Una scalata verso l’alto che ha riacceso speranze e sogni dei tifosi, felici per queste vittorie striminzite e sofferte, ma preoccupati, alla pari di mister Braglia, del cammino futuro di questo Lecce che – ha detto il tecnico toscano – “se non cambierà marcia e mentalità, sarà molto difficile raggiunge­re grandi traguardi”.

L’AVV. LOPEZ Y ROYO PRIMO PRESIDENTE DELLA STORIA

Grande soddisfazione, dunque, nel popolo giallorosso per il ritorno al successo del Lecce. Ma una grande e speciale gioia l’ha vissuta Enrico Tundo (parleremo in avanti più diffusamente di lui), clas­sificato come il 43° presidente della società giallorossa. A differenza di altri presidenti, Tundo ha bagnato questo suo importante incarico con una vittoria di prestigio contro il forte Cosenza. Ottenne, invece, solo un pareggio (1- 1) in casa della Aversana, il Lecce del primo presidente della storia giallorossa, l’avv. Luigi Lopez Y Royo. Era la stagione 1927-28 ed il Lecce militava nella Seconda divi­sione girone Sud: a campiona­to concluso i salentini furono ammessi a prender parte al torneo di Prima Divisone Sud; campionato che vide alter­narsi alla guida della società dapprima Luigi Fanelli e poi Nicola D’Agostino. In questi primi anni di calcio a Lecce (in pratica dal 1929-30 fino al 1962-63) ci furono numerosi cambi nella guida societaria dei giallorossi. Fra i presidenti più “longevi”, diciamo così, del periodo preso in esame, spiccano i nomi di Giuseppe Giorgino e Umberto Giorgi­no (1938-39 e 1942-43), poi quello di Paolo Tuzzo (tre stagioni di fila: dal 39- 40’ al 1941-42) e quello più noto del magliese Marcello Chiatante (da 1950-’51 al 1952-’53). In questo periodo, il Lecce un anno saliva ed un altro scende­va dalla C alla serie D. L’avv. Chiatante morì nel gennaio del 1991, lasciando in eredità il Lecce in serie C ad un altro personaggio molto conosciuto nel mondo calcistico: Um­berto Proto, noto avvoca­to di Manduria, deceduto nell’aprile del 1997. Un altro presidente di grande prestigio fu il compianto Ennio Bonea (deceduto nel dicembre del 2006), sotto la cui gestione il Lecce (da lui ereditato in 4° serie) fu costretto, per ragioni di natura economica, a dispu­tare (1957-58) il campionato Interregionale, chiamato anche IV serie d’Eccellenza. Campionato che i giallorossi conclusero al sesto posto, otte­nendo comunque la promozio­ne in serie C.

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IL RUOLO DI DEL PIANO ED INDRACCOLO

Una svolta nella conduzione societaria del Lecce inco­minciò ad aversi negli anni 60. E gran parte del rilancio del calcio a Lecce fu dovuto all’insediamento dell’indu­striale Grazio Antonio Del Piano, originario di Soleto, compaesano quindi dell’at­tuale patron giallorosso Tundo. Eletto come 29° presidente giallorosso, Del Piano subentrò nel maggio del 1963 a Luigi Esposito, nativo di San Cesario e morto nel luglio del 1994. Sotto la guida di Del Piano, il Lecce disputo tre stagioni e mezza di serie C alquanto dignitose. Soltanto l’ultimo anno (1965- 66) quando Del Piano passò il timone all’indimenticato avv. Marcello Indraccolo, fu un po’ tribolato, tanto che il Lec­ce rischiò la retrocessione. Prese le redini del comando societario, l’avv. Marcello Indraccolo cercò di costruire squadre che lottassero per la conquista della serie B e, pur di ottenere questo traguardo, ingaggiò tecnici di prestigio come Ambrogio Alfonso, Gianni Seghedoni, Ottorino Dugini e soprattutto il grande Eugenio Bersellini, sotto la cui guida il Lecce sfiorò la B, piazzandosi per due stagioni (1969 e 1970) al quinto posto. Stanco di non esser riuscito a centrare l’obiettivo della pro­mozione in B, nel marzo del 1971 l’avv. Indraccolo decise di lasciare la società, conse­gnando il titolo nelle mani del sindaco dell’epoca. E bisogna dire che, dal 1971 al 1975, il Lecce disputò campionati di grande prestigio, conquistando sempre il secondo posto ma mai la promozione in serie C.

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