Pubblicato in: gio, nov 5th, 2015

“Quello che ho te lo do”/Il Progetto Policoro… Da 20 anni anche a Lecce

A COLLOQUIO CON EMANUELE PERLAGÉLI, SEGRETARIO REGIONALE PER LA PUGLIA 

“IL CENTRO SERVIZI DIOCESANO RACCOGLIE I SOGNI DI TANTI RAGAZZI” 

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“Nella diocesi di Lecce alcune esperienze di lavoro partite grazie al Microcredito Sant’Oronzo fortemente voluto dall’arcivescovo D’Ambrosio. Nuove iniziative in cantiere”. 

“Non esistono formule magiche per creare la­voro. Occorre investi­re nell’intelligenza e nel cuore delle perso­ne!”. Così don Mario Operti, “prete operaio” piemontese mancato pre­maturamente all’età di cin­quant’anni, noto come esponente della Gioventù Operaia Cristiana e fondatore del Progetto Policoro nel 1995, quando fu nominato direttore dell’ufficio na­zionale Cei per i problemi sociali e del lavoro. Il progetto fu rivolto principal­mente alla creazione di piccole impre­se tra i giovani dell’Italia meridionale e negli anni successivi si diffuse in dieci regioni italiane e in circa novanta dio­cesi. Nel 2015 il numero delle comu­nità diocesane ha raggiunto ben cen­toventotto unità. Anche la diocesi di Lecce ne è stata destinataria da subito, alternando generazioni di “animatori di comunità”, ossia referenti locali che guidassero i giovani in un’autentica ri­cerca di lavoro ragionata. Emanuele Perlangéli, giovane trenta­cinquenne di Squinzano, è segretario del Progetto Policoro per la Puglia, dopo essere stato animatore di comu­nità per la diocesi di Lecce nel trien­nio 2012-2014. Dottore in Lingue e Letterature Straniere, è appassionato di tematiche educative e ha ricoperto la carica di consigliere nazionale per la Gioventù Francescana. Il suo per­corso formativo in continuo crescendo lo vede ad oggi impegnato in un corso di Alta Formazione promosso dalla Cei e dall’Università Cattolica, è inoltre membro del Consiglio Pastorale dio­cesano.

Emanuele Perlangéli, lei è stato animatore di comunità fino allo scorso triennio. Come viene cura­to l’iter formativo di questa figu­ra?

Il Progetto Policoro cerca di aiu­tare ciascun animatore per un ciclo di tre anni attraverso la filiera dell’evan­gelizzazione, rappresentata dalle realtà ecclesiali, diocesane e nazionali, che accompagnano il giovane dal punto di vista della crescita spirituale; e la filiera della formazione, che si configura nelle sigle sindacali e non solo, che si occu­pano dell’assistenza e della preparazio­ne di un soggetto chiamato a guidare altri giovani all’imprenditoria.

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Come, praticamente, il giovane animatore si fa portavoce e garan­te di nuovi amici in cerca di occupazione?

Il Centro Servizi diocesano per il Lavoro è il luogo dove l’animatore ac­coglie le istanze, le idee, i sogni, le at­tese dei suoi coetanei, ascoltandone le storie e valutando insieme un bilancio di competenze personali da rapportare alle normative, in maniera tale da stu­diare la via migliore, secondo il desi­derio espresso o le aspettative, per far nascere una nuova impresa. Strumento importante negli ultimi anni, e presen­te anche a Lecce, è il “microcredito”, un fondo di garanzia per giovani con buone idee, ma privi di supporti econo­mici validi ad avviare un’impresa. La denominazione attribuita dal nostro Ar­civescovo all’iniziativa è “Microcredito Sant’Oronzo”.

Quali sono stati i frutti del Proget­to Policoro nel triennio in cui Lei ha animato i giovani leccesi?

Grazie al microcredito, erogato in base al rapporto di fiducia che si instau­ra con gli aspiranti impresari, si sono ottenuti risultati interessanti: la costitu­zione di una cooperativa a Vernole, “EG 186”, con le iniziali dell’Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium, l’asso­ciazione è volta all’inclusione sociale di individui svantaggiati (immigrati, ex-detenuti, ragazze-madri) e continua a dare tanto lavoro anche attraverso forme contrattualistiche, ispirando­ si alla dottrina sociale della Chiesa. È stata la prima cooperativa finanziata, seguita da altre realtà nei comuni salen­tini. A Monteroni, una gastronomia da asporto “Pit Stop”; a Surbo, una ditta individuale “Dacci un taglio”, un beau­ty-hair femminile; a Lequile, un negozio di prodotti alimentari “Sfizi e Sapori”; è in cantiere, infine, ancora a Monteroni, l’apertura di un “salone di bellezza”. Attualmente si stanno valutando nuove altre proposte da sottoporre alla com­missione diocesana per il microcredito, deputata alla sostenibilità dell’eventua­le impresa da finanziare. 

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