Pubblicato in: sab, gen 11th, 2014

Poveri, appello alle aziende

A colloquio con Don Lucio Ciardo, Presidente del Banco delle Opere di Carità – Puglia.

Da alcuni mesi, fra gli enti caritativi, vi è un certo allarme desta­to dalla notizia che l’Agea (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura) dall’1 gennaio 2014 avrebbe smesso di distribuire alimenti da destinare agli indigenti. Per saperne di più e capire quali po­trebbero essere le conseguenze di una decisione del genere ne abbiamo parlato con don Lucio Ciardo, Presidente del Banco delle Opere di Carità-Puglia.

lucio ciardo

Don Lucio può confermare che, con l’arrivo del nuovo anno, l’Agea ha smesso di erogare alimenti?

Purtroppo sì. Al Banco del­le Opere di Carità, il 21 otto­bre, è arrivata una lettera con cui siamo stati avvisati che il 31 dicembre 2012 sarebbe termi­nato il programma di aiuto ali­mentare attraverso il Ministero dell’Agricoltura.

Che tipo di difficoltà com­porta questa decisione?

Per quanto riguarda la si­tuazione del Banco, al momen­to la difficoltà è relativa. Siamo stati costretti a diminuire il quantitativo di merce agli enti che si rivolgono a noi ma, at­traverso le giacenze di magaz­zino, potremo lavorare con una certa tranquillità fino a giugno; ultimamente stiamo anche ri­uscendo a distribuire frutta fresca. Nel frattempo stiamo cercando di creare una rete di contatti con le aziende alimen­tari per sensibilizzarle sul tema e chiedergli di aiutarci.

È possibile stimare a quanto ammontano i man­cati finanziamenti?

Certo; fino al 2013 l’Unio­ne Europea ha stanziato ben 100 milioni di euro all’anno; d’ora in poi solo 10 milioni sa­ranno destinati a scopo sociale; l’ammanco quindi è notevole.

E la politica? Il nostro go­verno non si è pronunciato in merito?

Non ancora, non in manie­ ra ufficiale almeno. Una delle ipotesi che si sta prendendo in considerazione è quella di cre­are delle card, ma non è un di­scorso definitivo né ben struttu­rato. Se anche andasse in porto comunque, il Banco delle Opere di Carità, qui nel Salento, non ne potrebbe usufruire.

banco opere carità3

Come mai?

Si vorrebbe dare la possibi­lità di usufruire di queste card solo a quegli enti che aiutano almeno 250.000 persone e noi, purtroppo, ne aiutiamo “solo” 70.000.

Quale area geografica co­prite?

In Puglia vi sono tre sedi del Banco, a Foggia, a Bitonto e ad Alessano, quest’ultimo ha una sede distaccata a Squinza­no. Soffermandoci sul Salento, con le nostre due sedi riuscia­mo a portare aiuto nelle provin­ce di Brindisi, Taranto e Lecce; la nostra azione è capillare so­prattutto a Lecce, poiché rifor­niamo ben novantasei comuni. Siamo una realtà importante al cui interno lavorano nove di­pendenti.

Lei ha parlato di comuni; voi non avete contatti con i singoli indigenti?

No, noi consegniamo men­silmente le nostre derrate ali­mentari ai comuni e a ben 450 enti. Per enti intendo caritas parrocchiali, l’emporio di Lec­ce, confraternite, associazioni, cooperative, comunità per tos­sicodipendenti. Nel 2013 ab­biamo distribuito ben 3 milioni di chili di alimenti. So che qual­che tempo fa purtroppo sono stati trovati i nostri prodotti vi­cino ai bidoni della spazzatura; è un episodio a cui noi siamo totalmente estranei e che ci ha dato dispiacere, speriamo che non si ripeta.

Come potrebbe contattarla chi volesse conoscere me­glio la vostra realtà?

Approfitto del vostro gior­nale per lanciare un appello soprattutto alle aziende agro­alimentari del territorio che volessero cominciare una col­laborazione con noi per aiu­tarci a portare avanti la nostra missione. Chi volesse contat­tarmi può mandare una mail a puglia@bancodelleoperedi­carita.it oppure telefonare alla sede del Banco di Alessano, 0833/784105

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