Pubblicato in: lun, dic 21st, 2015

I Vangeli dell’Infanzia… Manifestazioni di Fede

Matteo e Luca/Entrambi gli Evangelisti raccontano di Gesù bambino e fanciullo.

A differenza di Marco che all’inizio del suo vangelo (considerato il più antico) ci presenta Gesù già adulto agli esordi del ministero pubblico, Matteo e Luca dedicano i due capi­toli iniziali dei loro scritti all’infanzia di Gesù. Questi capitoli, denominati vangeli dell’infanzia, non sono solo semplici ricordi storici, ma una testimonian­za su Cristo. Attraverso i fatti che rac­contano, i due evangelisti intendono presentare da subito la missione e la vera identità di Gesù. In particolare, Matteo sem­bra mosso da due preoccu­pazioni. La prima: affermare la discendenza davidica di Gesù. Egli è il discenden­te di Davide, che porta a compimento le profezie messianiche confluite nella dinastia regale a partire dal vaticinio di Natan (2 Sam 7,1-17). La seconda: mostrare come la vita di Gesù sia stata segnata da reazioni con­trastanti. I magi, che sono stranieri, si mettono alla ricerca del “re dei Giudei”, lo trovano e lo adorano, pre­figurando con il loro atteg­giamento la futura adesione dei “gentili” al vangelo. D’altra parte, Erode cerca di far morire il presunto rivale, mentre i capi religiosi e tutta Gerusalemme riman­gono paralizzati dal terrore, anticipando così il rifiuto di Gesù da parte del suo popolo. L’ombra della croce comincia così a profilarsi sul neonato di Betlemme. Da parte sua, Luca anticipa alcune tematiche che gli stanno più a cuore, elabo­rando i dati tradizionali.

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Egli sottolinea innanzitutto l’universalità della salvezza che si realizza in Cristo. Infatti, per bocca degli an­geli, Luca afferma che Gesù è il Salvatore, la manifesta­zione al mondo della bene­volenza divina verso tutta l’umanità (cf. Lc 2,11.14) e per bocca di Simeone, riba­disce che Cristo è salvezza preparata da Dio davanti a tutti i popoli e luce di rivelazione per le genti (cf. Lc 2,31-32). Inoltre, il terzo evangelista incornicia tutto il racconto con una inclusione significativa: la scena d’apertura (cf. Lc 1,5) e quella di chiusura (cf. Lc 2,41-42) si svolgono nel Tempio di Gerusalemme, segno dell’Antica Alleanza, aperto alla Nuova Alleanza in Cristo. Infatti, tutta la vita di Gesù è orientata ver­so questo centro “teologi­co” per attuare la missione di salvezza affidatagli dal Padre. Oltre a questa com­ponente teologica di fondo, nel vangelo dell’infanzia di Luca emergono altri temi caratteristici, come l’azione dello Spirito Santo che, in Maria, realizza il concepi­mento verginale ed in Elisa­betta, Zaccaria e Simeone, permette il riconoscimento in Gesù del Messia; la gioia messianica per la nascita del Salvatore; la lode a Dio per le meraviglie da lui compiute; la preghiera assi­dua da parte delle persone semplici, che rivivono lo spirito dei poveri di Jhwh dell’Antico Testamento; la povertà, messa in rilievo con la descrizione della nascita di Gesù in una stalla e con l’episodio dei pastori, appartenenti ad una classe sociale bassa e disprezzata dal giudaismo. Dunque, due prospettive diverse che, tuttavia, mani­festano la medesima fede in Gesù.

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