Pubblicato in: lun, dic 21st, 2015

Fiera di S. Lucia/Artigiani del Presepe… veri custodi della Storia

Si chiude il 24 dicembre la storica e tradizionale esposizione-mercato.

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Entrare nel chiostro dei Teatini nel mese di dicembre è un’esperienza unica, che Lecce riserva a chiunque voglia “beàrse­ne”! Somiglia, infatti, ad un processo di introspezione in un Sè, che nulla ha a che fare con le scienze della psiche, perché é pura emozione, e la dimensione della maturità si ricongiunge a quella dell’in­fanzia senza alcuno sforzo o cammino interiore… è tutto immediato! Persino i volti dei “pupari” appaiono irreali, tanto da confonderli con i loro “pupi”, se non ci fossero le proporzio­ni a riportarci alla realtà! E a proposito di proporzioni e di dimensioni pressoché impos­sibili, un primato addirittura europeo spetta a Tonino Gra­zioli, 71 anni, “ero impiegato all’Azienda di Stato per i te­lefoni, a Milano”, ci racconta, “e nel 1969 ho lasciato il mio lavoro per dare una mano a papà, ormai anziano e prèsbi­te, che lavorava la cartapesta, il sughero, la creta, materiali a disposizione a quei tempi, per la realizzazione di presepi e, quindi, di pupi”.

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Tonino ha assistito dall’infanzia alle fasi pazienti ed entusiasmanti che “generavano” i personaggi, ai quali la sua fertile fantasia aggiungeva “parentele” le più svariate, specializzandosi nelle creazioni miniaturisti­che in terracotta, per le quali occorre la vista adatta, ovvero da mìope, accompagnata dallo studio della prospettiva e da nozioni basilari di architettura, coadiuvate da una strumenta­zione non in commercio, per­ché frutto di estro personale.

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“Eravamo dodici in casa, dieci figli, ed io non trovavo spazio sufficiente dove collocare i la­vori, da qui l’idea e l’esigenza delle miniature… per fortuna molto richieste, ogni anno ricevo soddisfazione, più che dai proventi, dal gradimento e dai riconoscimenti verso un’arte, che è la mia vita”. Dalla creta alla cartapesta… allieva (o quasi) di un famoso maestro leccese, Mario Di Donfrancesco, la signora Rita Natali, cartapestaia non per generazione, ma per passione, ha assorbito completamente le modalità di lavorazione al punto da ricevere continuamente ap­provazioni da parte del ma­estro, fino ad incoraggiarla a partecipare alla tradizio­nale fiera, esponendo la sua produzione artistica.

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“Ho sem­pre coltivato delle forme di arte”, ricorda, “… ricamo, la­vori a maglia, ho frequentato corsi di taglio e cucito, da cui deriva la precisione che tengo a curare nelle mie sagome di cartapesta, trovando appaga­mento, preceduto da impegno e sacrificio, proprio in questo settore”. Rita vive la fiera da sette anni, pur modellando volti e nature da diciassette anni, “… una mia caratteristi­ca”, precisa, “è quella di non voler procedere in serie nella raffigurazione dei soggetti, ma di lavorare diversificando ogni singola statuina, quasi studiandone l’anatomia…”.

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Dario De Micheli è il più giovane tra i pupari, 33 anni, salentino, ma residente a Parma, dove si è diplomato in canto lirico. Affascinato dalla fiera fin da bambino, il suo sogno “ostinato” era quello di riuscire a dar forma alla ter­racotta. “Inizialmente creavo dei mostri”, narra sorridendo, “ma non mi sono mai dato per vinto, così ora finalmente sono qui, da quattro anni, a dicem­bre puntualmente abbandono Parma per Lecce…”. L’attività di Dario si nutre anzitutto di cultura e di approfondimento della tradizione, ci ricorda che i primi pupari furono i barbieri, che, a partire dall’Ot­tocento, hanno dato vita a questa “arte minore”, come viene definita per via dell’uti­lizzo di materiali semplici.

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“In assenza di clienti, i barbieri amavano impiegare il tempo dedicandosi ai pupi di creta, anzi, addirittura, con l’avvento della cartapesta, hanno defi­nitivamente dirottato, chiu­dendo le sale da barba!”. Pur essendo giovane, Dario è tendenzialmente tradizionalista, rifugge dal rinnovamento degli artisti napoletani, che si avvale dell’intro­duzione di personag­gi appartenenti alla politica, allo sport ecc., preferendo, invece, arricchire il suo “cast” di figure comunque attinenti alla sfera religiosa: il frate, la suora… Commovente, infine, un aneddoto che desidera condividere, ossia l’avvicinarsi di una coppia di anziani, il marito alla moglie: “Scegli! Quale personaggio ancora ti manca per completa­re il presepe…?”.

Angela De Venere

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