Pubblicato in: gio, nov 12th, 2015

Controlli più serrati per l’Isee 2015

Da qualche settimana, l’Inps provve­de a trasmettere all’Agenzia delle Entrate i dati relativi al patrimonio mobiliare attestato dal contribuen­te nella Dichiarazione Sostitutiva Unica, al fine di ottenere l’Attestazione Isee 2015. La trasmissione di tali dati è finalizzata a rilevare eventuali omissioni o difformità, che vengono poi indicate nella stessa Attesta­zione Isee, ai sensi dell’articolo 11, comma 5, del Dpcm n. 159/2013. Nelle “Annotazioni” dell’Attestazione Isee 2015 vengono infatti dettagliate le omissioni o le difformità riscontrate a seguito del con­trollo effettuato con l’Agenzia delle Entrate, segnalando la data del controllo stesso. In genere, a seguito del controllo viene rilevata l’esistenza di rapporti finanziari, quali, ad esempio, depositi e conti correnti bancari o postali, che il dichiarante avrebbe dovuto indicare nel Quadro FC2, Sez. I, della Dichia­razione Sostitutiva Unica.  All’interessato – ma quindi, ovviamente, anche ai suoi familiari ricompresi nella Dsu – viene fatto presente che riportando l’At­testazione omissioni oppure difformità, il soggetto richiedente la prestazione ha facoltà di presentare una nuova Dsu, comprensiva delle informazioni in precedenza omesse o diversamente esposte. In alternativa, il richiedente può fare domanda per la prestazio­ne avvalendosi dell’Attestazione che riporta omissioni oppure difformità, ma in tal caso ne verrà messa ovviamente a conoscenza l’Amministrazione che eroga la prestazione sociale agevolata per cui si inoltra richiesta.

ISEE

In tal caso, l’Ente erogatore potrà richiedere idonea documentazione, atta a dimostrare la completezza e veridicità dei dati indicati nella dichiarazione. La documentazione andrà richiesta – da parte dell’Amministrazione che eroga la prestazione sociale agevolata – esclu­sivamente all’intermediario (Banca, Poste Italiane, ecc.) che ha comunicato i rapporti finanziari all’Agenzia delle entrate. Ricordiamo che da gennaio 2015 è entrato in vigore il nuovo Isee e quindi tutte le Attesta­zioni rilasciate nel corso del 2014 non sono più valide. Con la riforma dell’“Indicatore della capacità economica equivalente” il legislatore ha inteso misurare – in modo più dettagliato – la capacità economica delle fami­glie ai fini dell’accesso alle prestazioni sociali agevolate. Queste sono prestazioni o servizi sociali assistenziali la cui erogazione dipende dalla situazione economica del nucleo del richiedente. L’Isee, nel valutare la situazione economica delle famiglie, tiene conto del reddito di tutti i componenti e del loro patri­monio (considerato al 20%), applicando una parametrazione sulla base della composizione del nucleo familiare e delle sue caratteristiche. L’indicatore tiene anche conto di particolari situazioni di bisogno come i nuclei con tre o più figli oppure i nuclei con persone disabili e/o non autosufficienti. Le nuove modalità di controllo dovrebbero costituire un fondamentale tassello nell’iden­tificare meglio le condizioni di bisogno delle famiglie, attraverso il contrasto alle tante pratiche elusive ed evasive, purtroppo ancora assai diffuse.

Antonio Silvestri

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