Pubblicato in: ven, nov 20th, 2015

Confraternite 2.0/Largo ai Laici e alla Solidarietà

Issr/La dissertazione scritta di Giovanni Antonio Cuminal sul ruolo dei Sodalizi Religiosi nel Salento. Due esempi a Lecce e a Scorrano. impegni cultuali e sociali alla base di una missione.  

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Le origini/Già nel X sec. esistono aggregazioni in tutta Europa. Nel XIII sec. si diffondono anche in Italia. 

‘TERZA FORZA’ DOPO CLERO E MONACI. SPAZIO D’AZIONE PER I LAICI 

Stupisce come queste strutture associative abbiano resistito nel tempo, permettendo agli storici di elaborare una più ricca storia sociale, locale, religiosa. Per secoli hanno trasmesso consuetudini, rego­le di comportamento, pratiche devozionali, forme di men­talità, elementi di coesione dinanzi agli eventi della vita: peste, carestia, povertà. E lo stupore cresce se si considera la fragilità di tante forme as­sociative contemporanee, che svaniscono nel breve periodo con la stessa facilità con cui sono nate. Colpisce, inoltre, la colorata varietà dei loro nomi, devozioni, abiti. Per questo non è facile individuare una definizione esaustiva di con­fraternita, ma dagli elementi comuni si presenta come un corpo laicale dotato di una propria autonomia, statuto e amministrazione, che ha per fine principale la “salus animarum” dei suoi membri. Si evidenzia, quindi, l’impre­scindibilità dalla dimensione religiosa che la distingue, nella sostanza, dalla corpo­razione, che è sì una forma associativa, ma per scopi essenzialmente professionali. L’origine delle confraternite si perde nel tempo: gli Atti degli Apostoli ricordano la vita e l’impegno delle prime comunità cristiane: “Erano perseveranti nell’insegna­mento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere”. Tali gruppi comunitari potrebbero essere considerati l’embrione delle successive forme di aggregazione, prima osteg­giate, poi tollerate e infine incoraggiate tanto da conflu­ire nei cosiddetti “collegi” romani, animati, sempre, da fraternità evangelica. La re­cente storiografia colloca nel medioevo l’autentica origine del movimento confraternale, propriamente detto, distin­guendolo nettamente da altre forme di associazioni. Nel X sec. esistono aggregazioni lai­cali in tutta Europa e nel XIII sec. si diffondono ovunque: in Italia, Spagna, Inghilterra, Spagna, divenendo, spontane­amente, il canale guida della vita spirituale dei devoti. Ci si associa per difesa, prote­zione, assistenza, motiva­zioni nelle quali è difficile distinguere, oggi, il sacro dal profano. Lo sviluppo di questi sodalizi continua sino al XV sec.,: la loro carica at­trattiva è data dallo sforzo di ritagliare uno spazio d’azione per i laici, “ terza forza” dopo l’Ordo clericorum e l’Ordo monasticum.

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In questi secoli, aspetto caratterizzante le Confraternite è un maggiore impegno nelle attività caritati­ve e assistenziali, risposta alla crisi economica che colpisce l’Europa nella seconda metà del XIV sec., col conseguente dilagare della povertà. Nel XVI sec., si ha una nuova e forte ondata nella storia delle confraternite, dovuta non tanto al Concilio di Trento, che le trattò brevemente nella XXII sessione del 1562, ma alla vitalità degli ordini religiosi, alle nuove condizioni sociali e ad un rinnovato spirito religioso, che pone l’accento sui doveri del cristiano nella società. La spiritualità delle confraternite medioevali viene rimodellata, adattandola alle esigenze dei tempi diversi. Il desiderio di cristianizzare e lo spirito missionario sono gli elementi che distinguono le confrater­nite post-tridentine da quelle precedenti. La loro autono­mia, non annullata, anche se controllata dopo Trento, diviene cuore pulsante e garanzia del pluralismo asso­ciativo, parallelo alla struttura parrocchiale, ma più potente sia per numero di aderenti, non occasionali ma militanti, sia per la loro forza sociale ed economica. È il bisogno religioso dell’uomo, che non trova risposta nelle strutture parrocchiali, a determinare la fortuna delle confraternite nei sec. XVI – XVII, toccando il punto più alto della parabola nella seconda metà del 700, per poi entrare in un grave periodo di crisi. L’esistenza delle confraternite, sino ai no­stri giorni, rimane così legata alla spiritualità devozionale, senza avere più una forte incidenza sulla struttura so­ciale, muovendosi, di solito, nello spazio del culto, parti­colarmente nelle processioni. Questa sintesi, necessaria, cerca di evidenziare non solo il mutamento, nel tempo, dei tipi di confraternita, ma della stessa vita della confrater­nita nel suo rapportarsi alla società e alla Chiesa, nel suo tentativo di rispondere, di volta in volta, alle domande degli uomini del proprio tempo. La sfida del passato continua, oggi. La sfida dei tempi nuovi, della società che cambia, deve essere accolta, in questo momento storico, dalle Confraternite, riconqui­stando una funzione attiva e non solo cerimoniale, cultua­le, nella vita della Chiesa. La minaccia di oggi è la secola­rizzazione della società. La risposta delle Confraternite dovrebbe essere la testimo­nianza autentica di fede e ca­rità nello spirito della Lumen Gentium per cui i laici “sono resi partecipi dell’ufficio sacerdotale profetico e regale di Cristo e per la loro parte compiono nella Chiesa e nel mondo la missione propria di tutto il popolo cristiano”. E allora, perché aspettare? Alla forza della minaccia fa da contraccolpo la forza della nostra responsabilità, frater­na, cristiana. 

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