Pubblicato in: gio, nov 12th, 2015

Bruno Tognolini: “I bambini di oggi vogliono adulti che raccontino qualcosa di bello”

A colloquio con lo scrittore per bambini: è la stessa cosa che  facevano le nonne che erano in grado di fornire ai nipoti storie che non potevano trovare altrove. Solo così i piccoli ascolteranno incantati. 

fiabe

“La tecnologia ostacola e facilita la diffusione delle fiabe. Ostacola la tradizione di quelle scritte e orali. Ma al contempo la facilita perché esiste una tecnologia che racconta. Anche i video games narrano in modo particolare e interattivo”. 

Bruno

“Nelle scuole incontro ragazzi di ogni età e raccomando loro di nutrirsi sempre di buone storie. Non bisogna per forza leggere libri, si possono anche trovare storie nei film o nei fumetti. A volte è meglio un buon videogame che un cattivo libro”. 

C’era una volta un mondo senza tec­nologia, in cui i nonni ed i genito­ri raccontavano o leggevano ai pro­pri bambini mol­tissime fiabe. Oggi quel mondo si è evoluto diventando sempre più tecnologico e caotico. Sco­priamo con Bruno Tognolini, narratore e scrittore per bam­bini, se nel mondo d’oggi c’è ancora spazio per le fiabe e quanto esse possano essere im­portanti per i nostri bambini.

In un mondo caotico ed in continuo movimento, in cui sono in crisi i valori tradizionali si usano anco­ra le fiabe?

Innanzitutto dovremmo in­tenderci sul termine di fiaba. Dobbiamo capire se ci si ri­feisce alla fiaba di tradizione classica, quella medievale che fonda le radici in un passato remoto e che è stata traman­data a voce o se si intendono le fiabe come storie esmplari e paradigmatiche della vita. Se facciamo riferimento a que­sta seconda tipologia di fiabe, e cioè alle storie che hanno funzione di fiabe, possiamo af­fermare che si usano ancora. Tantissimi film della Disney o della Pixar sono fiabe di oggi e sono costruiti su schemi tra­dizionali di fiaba, e sono segui­tissimi. Sembra che il cinema sia abbastanza sostenuto da questi Family Movies, e cioè film per tutta la famiglia, che fanno registrare incassi molto alti. Le storie sono quelle ne­cessarie alla società di oggi, e che in parte sono necessa­rie all’animo umano, ed oggi c’è un alto consumo di queste storie. Se invece facciamo rife­rimento a fiabe tradizionali, il consumo è assai più basso, ma ciò è anche comprensibile. Le fiabe classiche sono limitate a libri specialistici e sono som­ministrate da adulti. Anche quella di Shrek è una fiaba, che definirei metafiaba, in quanto è anche una parodia delle fiabe classiche.

I genitori del 2015 leggo­no ancora la favola della buonanotte ai propri figli?

Ho scritto un libro che si intitola “Leggimi forte” in cui racconto dieci anni di lettura a voce alta ogni sera a mia figlia. Purtroppo, o per fortu­na, sono soltanto un narratore e non uno studioso teorico, e quindi non dispongo di stati­stiche o di dati. Non so cosa succede in Italia e non conosco i dati statistici. Non so quanti genitori leggano le favole ai propri figli, ahimè, credo che non siano tanti, anche perché oggi ci sono tante distrazioni.

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Quali sono i maggiori va­lori che si possono tra­smettere tramite una fia­ba?

I valori che si trasmettono con le fiabe sono numerosi e diversi tra loro. Si possono tra­smettere valori legati a qual­cosa di stabile e duraturo nella vita degli uomini e valori con­tingenti alla propria epoca. Ad esempio, nelle fiabe, si traman­dano i valori dell’indipenden­za o del rispetto dell’infanzia. Tante fiabe raccontano l’au­tonomia e il rispetto del sesso femminile, come succede nella storia di Mulan, che qualche anno fa ho visto con mia figlia. Le fiabe raccomandano la ri­bellione e l’autonomia dalle inerzie e dalle prescrizioni del­la propria comunità. A volte le fiabe raccomandano la mobi­lità sociale e quasi l’emigra­zione, come accade con Gio­vannino, che sentendo venuto il momento di cercar fortuna, fece il fagottello e partì. Le fiabe raccomandano ancora la fiducia e l’ostinazione, perché quando si finisce nella foresta intricata bisogna continuare ad andare e non scoraggiarsi finché non si vede una luci­na nel buio. Anche le fiabe di oggi, spesso, ripropongono dei valori tradizionali che restano positivi.

I bambini al giorno d’oggi vogliono ancora ascoltare le fiabe?

I bambini vogliono ascol­tare le fiabe e vogliono adulti che raccontino loro qualcosa di bello, scritto o composto apposta per loro, secondo le regole dell’arte. I bambini col­gono l’intenzione di un adulto che vuole e sa, che ha appreso le regole dell’arte per raccon­tare storie belle. È la stessa cosa che facevano le nonne, che non possedevano la rego­la dell’arte in quanto scrittrici individuali, ma che avevano alle spalle una perfetta tradi­zione orale, e che quindi erano in grado di fornire ai bambini storie che non potevano trova­re altrove. Quando i bambini colgono che un adulto vuole e sa raccontare, ascoltano in­cantati.

Le tecnologie facilitano o ostacolano la diffusione delle fiabe?

La aiutano e la ostacolano. Ostacolano la tradizione di fia­be scritte e orali. Quelle scrit­te perché se ne trovano meno, dato che il libro deve ormai competere con altri supporti che sono più attraenti, e quel­le orali perché le raccontiamo di meno. A volte raccontiamo meno fiabe perché siamo da­vanti alla tv, ed anche quello è un apparecchio tecnologico. Ma la tecnologia facilita anche la diffusione delle storie per­ché esiste una tecnologia che racconta. Anche i videogames sono un supporto di narrazio­ne, una narrazione particolare e interattiva. La qualità delle storie che sono raccontate spesso è ancora bassa, ma è in evoluzione, perché que­sta nuova tecnica del narrare sta attraendo nuovi artisti e raccontatori. Anche le nuove tecnologie, come smartpho­ne tablet o computer, sono dei supporti narratori così come lo è una pagina di libro o la faccia della nonna che racconta.

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